Partenza: check list incompleta, caffè freddo, sorriso forzato. Sali in macchina con la famiglia da copertina: tu (manager tuttofare), lei (che ha già prenotato 12 escursioni), il neonato che dorme in teoria, e il cane ottuagenario con problemi di… dignità prostatica. È bollino nero, autostrada piena come una mailing list la mattina del lunedì.
Primo cinque chilometri: il neonato decide che oggi è il giorno del concerto privato. Pianto in DO minore, cambio pannolino in modalità “fai-da-te sull’aiuola”, manco fossi un partecipante di un reality. Il cane, sentendo il trambusto, si convince che è il momento del siparietto: annusa ogni sedile come se stesse votando per il miglior odore dell’anno e poi – come puntualmente accade nei suoi giorni peggiori – inizia la sua marcia trionfale verso il finestrino per un minuto di sollievo… con conseguenti commenti compassionevoli degli altri automobilisti che ti osservano come fosse una scena di una sitcom.
A metà autostrada: traffico bloccato. Radio che annuncia “ritardi imprevisti”. Tu, manager, provi a lavorare: hotspot del telefono lento, slide che non caricano e clienti che scrivono “urgentissimo”. Moglie che calcola mentalmente l’orario di arrivo e lo confronta col check-in: “Se perdiamo la prima cena buffet, scatta il lutto per le vacanze”. Il cane, vittima del caldo estivo e della propria età, comincia a sbuffare. Il neonato decide che l’aria condizionata è un nemico da affrontare con urla eroiche.
Pausa in autogrill: fila di ore, gelato che si scioglie, eterni stazionamenti nella hall dei servizi igienici. Il segreto peggiore? Hai dimenticato il caricabatterie della macchina fotografica. Foto delle vacanze? Solo ricordi in HD: “impressioni olfattive e sonore”.
Arrivo al villaggio: parcheggio a tre chilometri dal bungalow, bagagli che dimostrano che la tua famiglia ha preso più vestiti di una produzione teatrale. Il cane si addormenta immediatamente, forse per la prima volta sereno. Il neonato si calma come per magia. La moglie ti guarda e dice: “È stata una giornata perfetta”. Tu, stremato, sorridi. La verità è che il caos vi ha uniti: bollo nero, ritardi, pannolini e code non hanno rovinato nulla: hanno scritto il primo capitolo della vacanza, tragico e comico, già degno di un premio per la miglior improvvisazione familiare.